01Ago 18

BIM Conference – Il BIM per le opere marittime

Progettazione BIM multidisciplinare per il Marina di Gaeta

Con la terza edizione della One Team BIM Conference presso l’Università degli Studi “Roma Tre” di Roma, prosegue il dibattito sulla centralità del Building Information Modeling, come strumento di progresso e innovazione per l’edilizia contemporanea.  In un contesto generale di profondi cambiamenti, legati al tema della digitalizzazione, l’evento mira a fornire una panoramica sullo stato dell’arte della metodologia BIM in Italia, soffermandosi su aspetti normativi, indagini nazionali e casi pratici di applicazione.

React è stata invitata a partecipare alla conferenza e ha offerto il proprio il contributo introducendo il tema del BIM per le opere marittime. L’intervento ha permesso al Direttore Tecnico, Ing. Mariella Cosimi e al co-fondatore BIM Manager, Arch. Matteo Simione, di fornire un quadro dettagliato sull’utilizzo del BIM per le infrastrutture portuali e di comprendere le ragioni per cui, l‘adozione di tale metodologia, abbia potuto rappresentare un vantaggio positivo per la progettazione di un’opera altamente complessa.

La metodologia BIM per il Marina di Gaeta

Il progetto definitivo del porto turistico Marina di Gaeta, seguendo l’iter definito dal D.P.R. n° 509/1997 e rallentato dal conseguimento delle autorizzazioni regionali, arriva ad un punto di svolta quando nel 2017, in seguito alla Conferenza dei Servizi Decisoria, viene adottata la metodologia BIM per rispondere a specifiche prescrizioni.

Dopo la risoluzione delle problematiche urbanistica (dovuta principalmente alla sovrapposizione di due differenti piani – il PRG e il PRP del porto commerciale) e geotecnica (nata in seguito alle criticità riscontrate sul fondale e alle conseguenti difficoltà per il consolidamento dell’opera) avvenute già prima della Conferenza Decisoria, l’utilizzo del BIM è stato fondamentale per la verifica delle scelte intraprese e per la definizione di tempi e soprattutto costi certi per la redazione del progetto definitivo. Per far sì, inoltre, che tutte le parti del progetto venissero realizzate regolarmente e senza errori, rispettando tempi e costi preventivati, è stato definito un preciso workflow per una corretta pianificazione delle attività BIM.

È stata così decretata prima di procedere alla redazione del progetto definitivo una BIM Mission, con lo scopo di fissare gli obiettivi specifici per l’estrapolazione degli elaborati grafici e degli allegati di supporto agli elaborati descrittivi, la definizione di costi certi e la realizzazione di un modello BIM per la gestione e la manutenzione dell’opera.

Sono stati definiti quindi, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, gli usi del BIM, organizzando e pianificando la modellazione delle opere marittime, delle opere civili e dei relativi sistemi impiantistici (meccanici ed elettrici).

È doveroso sottolineare che quando si decide di utilizzare il BIM per una commessa, di fondamentale importanza è l’organizzazione, e quindi l’impostazione, della modellazione informativa. Raramente infatti esiste un solo modello BIM a cui fare riferimento. Il più delle volte vengono realizzati una miriade di modelli, riferiti per lo più alle diverse discipline, che andranno a confluire in unico modello, definito “federato” dalla Norma UNI 11337. Questo, contenendo contemporaneamente tutti i modelli, permetterà di coordinarli tra loro e di produrre la documentazione necessaria per il raggiungimento degli obiettivi esplicitati dalla committenza.

Il coordinamento dell’intero progetto è stato tra i principali usi della modellazione BIM. In particolare, sono state individuate le principali criticità riscontrate nel passaggio dal CAD al BIM e risolte tempestivamente con i dovuti accorgimenti tecnici; il successivo uso si è occupato della verifica dei contenuti informativi, attraverso la validazione di cicli di controllo interni, al fine di evidenziare eventuali incoerenze, verificare la rispondenza del modello con il progetto definitivo ed ottenere modelli georeferenziati tra loro.

Sono state poi condotte verifiche di tipo geometrico, analizzando interferenze o sovrapposizioni fisiche, attraverso cicli di clash analysis. Queste hanno permesso di garantire la rispondenza agli standard qualitativi prefissati e di avere a disposizione un modello coordinato e validato.

Il fine ultimo è stato quello di redigere un computo metrico estimativo direttamente dai modelli. Grazie ai software DIGICORP, MOSAICO e REMO, utilizzati in combinazione con Revit, è stato possibile associare ad ogni oggetto del modello digitale informativo un parametro di tipo o un codice, permettendo di assegnare delle voci specifiche provenienti dai prezziari regionali. In questo modo la voce di computo e l’oggetto si sono legati tra loro, rimanendo connessi ed aggiornabili nel tempo.

Tramite questo workflow il computo può essere definito a prova di verificatore, secondo il D. Lgs. 50/2016, in quanto tutte le informazioni provengono da un unico database informativo, con conseguente coerenza dei dati tra gli elaborati prodotti: modelli, tavole e computi.

 

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